Katia Ricciarelli, la voce che resta

Katia Ricciarelli, la voce che resta

Il soprano che ha attraversato i grandi teatri del mondo raccontata da Roberta Schira: disciplina, ironia e la libertà di essere se stessa

par Roberta Schira4 août 2026

Ci sono voci che si ascoltano e voci che si riconoscono. Katia Ricciarelli appartiene alla seconda categoria: un timbro che porta con sé la luce della provincia veneta da cui è partita e la misura dei grandi teatri che l'hanno accolta, dalla Scala al Metropolitan.

Racconta il lavoro prima del talento, le ore di studio prima degli applausi. "Il palcoscenico non perdona", dice, e in quella frase c'è tutta un'etica: la disciplina come forma di rispetto verso il pubblico, l'eleganza come conseguenza e non come posa.

Poi c'è l'ironia, che è la sua firma fuori dal teatro: la capacità di ridere di sé, di non trasformare la carriera in un monumento. È lì che si misura la libertà di una donna che ha scelto ogni volta di essere se stessa, anche quando era più semplice essere soltanto un nome.

Oggi il suo lascito è nei giovani che la cercano per consiglio. Perché la voce, alla fine, resta: nelle registrazioni, certo, ma soprattutto in chi ha capito da lei che il talento è una promessa che va mantenuta ogni giorno.

Identity Style
Continuer la lecture

L'article complet est disponible dans le magazine

Lire l'article complet