Ar(t)chipel 2026, arte diffusa e due mostre-monstre nel cuore della Loira

Ar(t)chipel 2026, arte diffusa e due mostre-monstre nel cuore della Loira

Dal 15 ottobre a fine febbraio, un arcipelago di artisti e due mostre monografiche su Calder e Ernst tra i castelli della Loira

di Daniela Ferrando

Un arcipelago di artisti. E di arte diffusa in oltre 90 atelier eccezionalmente aperti al pubblico. Più Alexander Calder e Max Ernst in due irripetibili mostre monografiche.

Ecco Ar(t)chipel 2026, che occuperà il cuore della Loira dal 15 ottobre a fine febbraio. Un Festival — in questo i francesi sono ineguagliabili nel rendere festose le proposte culturali.

Ar(t)chipel è il nome dell'intero progetto e contemporaneamente un delizioso calembour che fonde art e archipel, cioè Arte e arcipelago. Partner dell'iniziativa, la regione Centre Val de Loire e il Centre Pompidou.

In concreto, Ar(t)chipel fonde grandi testimonianze d'arte dei nostri tempi con il paesaggio, con la natura e con i castelli e i monumenti antichi. Coinvolge artisti viventi che accolgono i visitatori nel cuore del loro lavoro in una serie di weekend lunghi.

E gioca su le due mostre-monstre: Max Ernst con "De Natura" presso il Domain di Chamont-sur-Loire e Calder "Au coeur de La France", con i suoi Mobiles e i suoi Stabiles in 15 località dal suo storico studio a Saché al Chateau de Chambord. Da qui, confronti, corrispondenze, echi di genio, ere artistiche da attraversare negli stessi luoghi che videro gli ultimi anni di Leonardo.

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